Manuali e schede

STRUMENTO ARGOMENTO
Generale
Semiacustica
Taos – Taos Standard
Taos PB
Ponte vibrato Wilkinson
Meccaniche chitarra Wilkinson EZ/lock
Ponte Manne LPM
Ponte Floyd Gotoh
Basic XLR Piezo
Acoustibass
Basic XLR
Ponte accordatore manne per basso, BMA
Dati Tecnici Pick-up Piezo

Il piezo da noi usato è di costruzione artigianale, di qualità superiore e performance di gran lunga superiore ad altri piezo sul mercato. La risposta è lineare e distante dal tipico suono associato ad i pickup piezo e ci permette di usare lo stesso pickup sia sulle nostre semiacustiche e semiacustiche corde in nylon, sugli acoustibass e sui basic piezo e che usiamo anche come retrofit su chitarre acustiche da amplificare.

Potenza assorbita = 0,45 mA +/- 20%.

Larghezza di banda: 2 Hz – 200 kHz con 100kOhm / 30 pF e 100mVrms di tensione d’uscita.

Rumore : 132 dB / 1V non filtrato e 142dB / 1V filtro classe A ( classe di udibilità).

Distorsione: Nel campo 20 Hz – 20 kHz la distorsione è inferiore allo 0,1%.

Carichi/ Terminale della parte elettronica: > 10 kOhm / 1000 pF.

Montaggio delle corde sulle Meccaniche autobloccanti

SOSTITUZIONE DELLE CORDE:

  • Allentate la corda fino a portarla ad essere completamente allentata.
  • Aprite il piolo della meccanica con un cacciavite od una moneta girandolo in senso antiorario, fino a che lo spazio aperto nel foro passante permetta il passaggio della corda. Se non avete un attrezzo potrete aprire la meccanica continuando ad allentarla finchè verrà tirata nuovamente dalla meccanica stessa fino ad un punto dove uno scatto vi indicherà l’ avvenuta apertura del bloccaggio.
  • Infilate la corda attraverso il foro e tirarla leggermente in modo che, rimanendo tesa e rettilinea, si raggiunga più rapidamente la tensione di accordatura.
  • Girate il bottone della meccanica per accordare la corda. I primi giri di accordatura sembreranno andare a vuoto ma in realtà si stà chiudendo il morsetto che stringe la corda. Una volta che il morsetto farà pressione sulla corda, il piolo inizierà a girare, portando in tensione la corda.
  • Per avere i migliori risultati di stabilità di accordatura, è’ importante che la corda si avvolga sul piolo il meno possibile. Se si manterrà in tensione la corda mentre si esegue l’ operazione precedente, la corda viene bloccata in meno di mezzo giro del piolo.
  • Stirate la corda od effettuate dei bending per bloccarla ulteriormente. Se volete, chiudete leggermente il piolo con una moneta od un cacciavite, senza sforzare.
  • Riaccordate la corda.

SOSTITUZIONE DELLE CORDE con corde rotte:

  • Allentate la meccanica con una moneta od un cacciavite , girando in senso antiorario.

Vedi la scheda originale

Lunghezze delle corde per acoustibass e Basic con piezo o string thru the body

sull’acoustibass e su tutti gli strumenti con “string-thru the body” la lunghezza della parte avvolta della corda dovrebbe essere compresa tra 945mm to 975mm (37,2″ to 38,4″). (soprattutto per la corda più bassa che ha la meccanica più vicina al capotasto)

Anche la lunghezza 935 mm ( 36,8″) delle cordeLa Bella slappers sono appropriate ma è proprio il limite. Se invece sono troppo lunghe creano problemi nella installazione alla meccanica.

Altre corde che sono giuste sono le : La bella “deep talkin” con 970mm, DR strings with 960mm. Le corde Galli Strings hanno normalmente una misura appropriata.

Le D’addario XL flats con 920mm, sono troppo corte.

una variazione nella produzione individuale può far risultare le corde a lunghezze variabili. Consigliamo quindi di misurare la lunghezza dell’avvolgimento mentre si acquistano le corde (se la confezione è apribile ed il commesso d’accordo!!).

Circuitazione PB a due uscite

Usare normalmente l’ uscita Mix, che fornisce sia i segnali dei magnetici, sia del piezo. Collegando ANCHE l’ uscita Piezo, i segnali vengono divisi in modo da renderne possibile l’ amplificazione separata. In questo caso lo switch Ground lift connette o separa le masse dei due circuiti, dando la possibilità di evitare i disturbi generati da un ground loop.

Il Ponte Fishman Powerbridge è collegato ad un trasformatore che ne converte l’impedenza, rendendola simile a quella dei pickup magnetici. Per questo l’uscita piezo non necessita di preamplificazione e può essere collegata direttamente a amplificatori o mixer.

Nella posizione centrale del selettore Magnetici/Piezo, il Piezo viene filtrato limitando il volume dei bassi e medi, ottimizzando la miscelazione con i magnetici. Nell’ uscita jack Piezo questa posizione ha quindi un volume inferiore ed un timbro più brillante.

Suggerimenti sulla regolazione del ponte per basso Manne Piezo

Per un corretto funzionamento e per le migliori prestazioni acustiche, il Piezoelettrico del ponte deve essere premuto correttamente dalla selletta. Dalla fine del 2001 stiamo usando dei ponti a sellette singole dove ogni selletta viene tenuta nella posizione corretta tramite dell’ apposito materiale rempitivo elastico, ottimizzando le prestazioni del piezo e rendendo non necessarie delle regolazioni dello stesso.

Una piccola variazione di angolazione della pressione sul piezo, si traduce in una variazione timbrica e di volume d’uscita a discapito soprattutto delle frequenze basse. Particolare attenzione va posta alla chiusura delle viti laterali che se strette eccessivamente impediscono al piezo di funzionare correttamente. Consigliamo di stringerle in modo che esercitino solo una leggera pressione, con il basso collegato all’ampli ed il balance che selezioni il piezo, per sentire il risultato acustico ottenuto.

E’ possibile anche muovere leggermente il ponte in avanti o indietro mentre lo si blocca avvitando le viti, definendo la posizione in cui ha la migliore sonorità.

Soprattutto con i modelli di ponte più vecchi, a selletta unica, consigliamo di posizionare il ponte nella posizione d’ottava, quindi di spostarlo leggermente avanti ed indietro facendo in modo di variare impercettibilmente l’inclinazione della selletta. Ascoltandone la variazioni di timbro e di volume si potrà ottimizzare la resa dello strumento. Se ad esempio la sonorità delle corde più alte è corretta ed invece la resa dei bassi è carente (che è il problema più frequente), si dovrà spostare leggermente il ponte dalla pate dei bassi, tenendo ferma la parte degli acuti, fino ad ottenere una risposta corretta.

La gradualità del mix tra i due pick-ups è ristretta alla zona vicina al click centrale dove i pick-ups funzionano entrambi. Questo è dovuto al fatto che abbiamo scelto di non utilizzare un preamplificatore per il magnetico e quindi conservarne la sonorità passiva con tutta la sua dinamica originale. Potete infatti notare che togliendo la pila (o in caso in cui si scaricasse) il pickup magnetico funziona normalmente.

Circuitazione Basso basic piezo xlr

La circuitazione di questo basso pur essendo passiva, utilizza il pick-up piezo attivo. La nostra filosofia costruttiva è incentrata sulla circuitazione passiva che secondo noi valorizza il suono naturale dello strumento e mantiene la tipica classica dinamica del basso elettrico, in quanto qualsiasi circuito elettronico, per quanto buono possa essere, inevitabilmente influenza magari minimamente la timbrica ma ne comprime inevitabilmente la dinamica. Per questo il balance del circuito non è propriamente progressivo: per scelta abbiamo evitato di preamplificare entrambi i segnali per meglio mixarli, mantenendo la sonorità passiva su cui aggiungere il suono del piezo. Per facilitare quindi l’uso di un suono con una certa quantità di piezo abbiamo pensato di fornire di interruttore push pull la manopola del volume (o del tono a seconda dei modelli) per poter richiamare una certa quantità di piezo che può essere presettata tramite un trimmer che si trova all’ interno del vano dell’ elettronica.

USCITA XLR circuiti attivi: l’uscita XLR può essere usata anche singolarmente ma quando è presente negli strumenti a circuito attivo (con la batteria), essendoci l’ esigenza di aprire e chiudere il circuito della pila per evitare che si scarichi quando lo strumento non è collegato, è necessario controllare che il cavo microfonico abbia il terminale 1 collegato con la carcassa della presa.

Quindi nel caso che il vostro strumento non funzionasse (per la precisione il piezo non funzionasse perchè invece i magnetici essendo passivi continuano a funzionare anche senza pila), dovete aprire una delle due prese del cavo microfonico bilanciato che state usando e dovete collegare la carcassa della presa con il terminale 1. Su tutte le prese ogni contatto riporta anche il numero in piccolo quindi aguzzate gli occhi!


Considerazione sull’uscita XLR

La decisione di fornire gli strumenti con una uscita XLR è nata a seguito di discussioni con il tecnico che ha progettato il nostro piezo, per offrire ai musicisti un nuovo vero passo in avanti qualitativo, che possa “far sentire” gli strumenti in una loro gamma di frequenze allargata ed ottimizzata. L’ uscita xlr può essere sfruttata mandando il basso direttamente in ciabatta o mixer, con linea bilanciata quindi esente da rumori, ed essere poi messa in cuffia o monitor, rendendo superflua l’ amplificazione (ottenendo un palco silenzioso) ed ottenendo risultati limitati solo dalla bontà e qualità dell’ impianto delle spie e del cablaggio. Il suono dall’ XLR ha una banda di frequenze più estesa, quindi bassi più profondi ed acuti più alti, mentre tutta la risposta in frequenza risulta pulita, definita, soprattutto nelle frequenze medie, dando una migliore definizione delle note.

The “High Resolution Balancing Interface” is a classical D/I-Box with much improved performance.

As its name implies especially the aural resolution has been significantly improved. By using the latest materials and optimized production techniques we are introducing a new quality class in stage technique and are realizing tonal results which have been the domaine of professional studios.

Our High Resolution-Transformer made from the latest magnetic materials offers much improved transmission quality. By reducing the size of the component an increased bandwidth and a more level frequency curve is realized. Much reduced magnetic core losses enable increased input sensitivity and impedance.

The much superior passive concept avoids tonal losses caused by the basically weak musicality of normally used electronic concepts.

Regolazione dell’ altezza delle corde

Nei modelli di Basso Basic Piezo è disponibile un sistema veloce e pratico per la regolazione dell’ action. La regolazione procederà come spiegato nella nostra pagina Do it yourself. Invece di agire sull’ altezza del ponte si agisce sull’ angolazione tra cassa e manico, regolando le due viti a brucola esagonale posizionate tra le viti di fissaggio del manico con un sistema comunemente chiamato “tilt neck”.

Allentate le 2 viti a croce a filo cassa di 1/4 di giro. Allentate invece le altre 3 viti a croce di un giro completo o anche più. A questo punto avvitando o svitando le due viti a brucola esagonale vedrete le corde avvicinarsi o separarsi dalla tastiera. Se volete ad esempio alzare le corde dovrete svitare le brucole, mentre invece avvitandole le corde si avvicineranno. Le viti sono due per permettere anche una certa inclinazione del manico rendendo possibile regolare altezze indipendenti tra lato dei bassi e quello degli acuti. Alla fine della regolazione riavvitate le viti a croce per rendere definitiva la regolazione.

Bilanciamento Magnetico-Piezo

Il bilanciamento di volume, nella Semiacustica,Acoustibass e Basic Piezo, tra il pick-up magnetico ed il pick-up piezoelettrico viene presettato. In alcuni acoustibass è stato montato un piccolo trimmer con cui è possibile regolare il volume del piezo. Quando invece il volume non è regolabile, i (od il) pick-ups andranno posizionati ad una distanza dalle corde idonea ad ottenere la parità di volume.

L’ uscita del piezo è settata a livello di volume di un pick-up single, coil in modo da offrire le migliori caratteristiche sonore e di durata della pila.

La differenza di volume tra magnetico e piezo è determinata da:

– la forza con cui si suona (il piezo suona molto più forte del magnetico se suonato forte)

– dall’ impedenza di ingresso del dispositivo (ampli, mixer) dove si entra.

– il tipo di suono usato e dalla riproduzione (che tipo di diffusori si adopera).

In ogni caso il bilanciamento tra i due volumi può essere settato regolando la distanza del pick-up magnetico dalle corde. Avvicinatelo od allontanatelo, a seconda se vi serve, rispettivamente un maggiore o minore volume del magnetico rispetto al piezo. Il livello dei due pickup può variare a seconda della impedenza d’uscita, quindi potrà essere diverso a seconda del collegamento ad un’ ampli o ad un mixer.

Pulizia degli strumenti

Per la pulizia degli strumenti consigliamo :

– strumenti lucidi: polish per chitarre o carrozzerie (ottimi quelli a base di cera di Carnuba), distribuito e lucidato meglio se con ovatta o un panno morbido, ottimi i panni in microfibra.

– strumenti opachi: normali prodotti per la pulizia dei mobili o pulizia in generale tipo spray antipolvere. Può andar bene anche il polish tenendo conto che ha un certo effetto lucidante.

– Tastiere: si possono tranquillamente pulire con alcool e oliarle leggermente con olio per legno. Il dorso del manico si può anch’ esso pulire con alcool ed oliare.


Considerazioni sulla tastiera in resina

La scelta di questo materiale per la realizzazione delle tastiere non è certamente dovuto ad una convenienza economica, ma dalla ricerca di una soluzione al problema della stabilità del manico. Il materiale in sè non è costoso ma perchè sia di ottima qualità, omogeneo e scuro, ci sono voluti molti anni per trovare il giusto fornitore che accontenti le nostre necessità e che fornisca un materiale adatto. Poi a questa tastiera noi abbiniamo il laminato, che da solo con il suo costo equivale a quello per una tastiera d’ ebano. Il laminato è un materiale realizzato appositamente per noi e ci sono voluti 5 anni per arrivare alla formulazione definitiva. Poi c’è la questione della sonorità. All’ inizio la presenza della resina rendeva piuttosto definito e brillante la sonorità degli strumenti, ma un pò alla volta abbiamo capito come attenuare questo fattore fino a trovare una giusta combinazione delle varie parti ed ottenendo un suono che stà a metà strada tra una tastiera in acero ed una in ebano. Non chiedeteci come, perchè questo è un segreto. Nessun produttore usa la resina ed il legno assieme con questi risultati… certo! Siamo o non siamo Manne? Ma se sentite obbiettare che nessuno strumento di liuteria serio, anche americano, utilizza tastiere in resina fenolica su manici in legno, pensate a quanto alcune persone preferiscano essere succubi a modelli preesistenti e quanta poca ricerca e innovazione sia disposta a fare. Per usare l’ ebano basta aver letto un libro od un articolo di giornale per sapere che è il legno più pregiato. Per fare un manico come il nostro ci vogliono una decina d’anni… Noi lasciamo gli altri intenti a regolarsi i manici durante le fiere dopo un giorno di faretti alogeni ed a carteggiare i tasti quando dopo un paio d’anni sporgono dal bordo della tastiera (oops, basta il binding perchè non si veda!!…). Questo è un’ incubo che abbiamo superato da parecchio tempo.

C’è chi fa e c’è chi copia. E c’è chi copia e fa il primo della classe.

La sostituzione dei tasti è piuttosto semplice ma consigliamo di farla effettuare presso il nostro laboratorio, per evitare spiacevoli sorprese se il lavoro viene fatto da personale non abituato a lavorare sul materiale della tastiera.

I tasti, per essere asportati, essendo incollati con resina, vanno scaldati. E’ essenziale montare un tasto opportuno con misure perfettamente adatte al taglio (che và eventualmente allargato)per evitare di ritrovarsi un manico piegato una volta montati i nuovi tasti, che comunque vanno incollati.


Hardware-pickups forniti dal cliente

A volte ci succede di ricevere delle richieste di pick-ups, ponti, elettroniche particolari. Di solito cerchiamo di scoraggiare queste scelte per vari motivi:

I componenti da noi usati sono stati selezionati per le loro caratteristiche qualitative. Noi acquistiamo tutti i componenti direttamente dai produttori, USA, Germania, Giappone, Korea. Questo ci rende capaci di contenere i prezzi ed avere sempre un certo magazzino o di organizzare le consegne in modo da non creare attese inutili ai clienti.

Per i pick-ups, ad esempio, preferiamo montare i nostri, apprezzati dalla maggior parte dei musicisti, a parte casi in cui ci sia una ricerca di sonorità particolari, o la necessità un un particolare modello a cui si è affezionati.

Se avete dubbi o preferenze telefonateci, così potremmo discuterne. Ci è successo di montare dei pick-up che poi non sono stati graditi (ma erano molto trendy!), oppure che il pezzo promessoci dal distributore in realtà non era a magazzino e quindi i tempi si sono allungati a dismisura. Ad un nostro cliente, addirittura, abbiamo consegnato lo strumento in ritardo di un mese attendendo un particolare circuito EMG, facendoci poi rispedire la chitarra per montarlo 6 mesi più tardi! Oppure un cliente voleva un certo tipo di ponte che però poi pur essendo a catalogo in realtà il distributore non aveva a magazzino e non si sapeva quando potesse arrivare. Bisognava ordinarlo ed aspettare.

Naturalmente questo non è il nostro modo di lavorare e quindi cerchiamo di evitare di servirci di intermediari nelle forniture. Altro problema è la richiesta dei distributori di un minimo d’ordine, rendendoci impossibile l’acquisto dello stretto necessario. Quindi solitamente se al cliente è indispensabile un certo componente di solito gli chiediamo di fornircelo, facendogli avere la differenza di prezzo sullo strumento. A volte, come ad esempio il montaggio di un ponte particolare, che ci obbliga a prendere misure, preparare delle maschere per le fresature, dobbiamo calcolare la spesa extra che ciò comporta.


ARTIGIANALITA’

Cosa significa che uno strumento è costruito artigianalmente?

Se c’e’ una richiesta specifica, un mancino, un legno particolare, allora la facciamo completamente a mano, altrimenti lo stesso lavoro che faremmo a mano lo facciamo sagomare (con molta più precisione) a controllo numerico. Negli ultimi anni praticamente tutti gli strumenti prodotti sono uno diverso dall’altro quindi sono praticamente tutti prodotti completamente a mano a parte la lavorazione delle tastiere che vengono fresate e i tagli dei tasti vengono realizzati con taglio laser.
Lavorati a CNC vuol però dire che poi hanno bisogno di essere rifiniti, fresate le fresature per i pickup e carteggiati a mano. Il nostro manico ad esempio ha una sgrossatura CNC e poi viene portato a misura a mano e quindi è sensibilmente diverso da un industriale. (il manico è l’ elemento dove secondo me la differenza tra industriale ed artigianale è più marcata e dove l’ artigianale acquista punti).

Vorrei sottolineare che costruire una cassa a mano o cnc (nonostante alcuni affermino il contrario) ha una resa sonora identica. Fatto a mano però è più “umano” perchè le raggiature non sono perfettamente costanti oppure degli spigoli sono più o meno arrotondati, le linee o le curve non sono perfette e quindi, in mano, l’ oggetto è sensibilmente diverso. A qualcuno piace ed a qualcuno no.

Piace più¹ ai bassisti che ai chitarristi.

Con il CNC facciamo completamente le tastiere.

La precisione dei tagli dei tasti e della superfice della tastiera è al millesimo. Chi facendo una tastiera a mano può avere una precisione millesimale?

Un’altra cosa: se vi dicessi che un basso l’ ho fatto completamente a mano varrebbe di più? cioè se andassi a tagliare l’ albero con l’ascia (non con la motosega), poi lo tagliassi son una sega azionata da un mulino ad acqua, poi lo portassi a piedi fino in laboratorio e costruissi lo strumento solo con un seghetto, una raspa, e della carta vetrata (se me li concedete), e se per fare questo lavoro fossi ispirato dal cantico degli uccelli ed il fruscio del vento nel bosco, pensate che suonerebbe meglio? Conosco chi dice di sì, ma credo che faccia più che altro parte di un coinvolgimento emotivo od esoterica più che di una reale verità musicale.

Ai tempi di Stradivari non esisteva la carta vetrata ed il cianacrilato altrimenti li avrebbe usati felicemente anche lui.

Sicuramente nella costruzione è indispensabile una certa dose d'”amore” che impregni lo strumento, ma che serva a costruirlo meglio, a dargli una sua personalità .
Quindi il termine “artigianalità ” secondo me è ambiguo. Sono stato in una ditta (industria) ceka dove fanno anche dei bassi tedeschi ( se volete esser pignoli artigianali e non), un contrabasso elettrico americano che costa un fottio, e varie altre marche internazionali, dove hanno macchine CNC ma anche una schiera di carteggiatori che fanno lo stesso identico lavoro che facciamo anche noi. Poi sono stato in cina dove ho visto che gli strumenti sono costruiti quasi esclusivamente a mano. ogni lavoratore esegue un piccolo particolare in serie, ogniuno è parte di una catena dove è importante il controllo qualità e la ripetività. nessuno di loro sa come costruire una chitarra ne forse neanche cosa sia una chitarra. Figuriamoci se ha in mente il risultato sonoro, e funzionale dello strumento.

Allora cosa vuol dire “Artigianale”?

Mi viene il dubbio che molte volte sia un termine molto “commerciale” visto che lo usano anche per certi prodotti di multinazionali.

Secondo me è il rapporto che si ha con ogni singolo strumento. Ovvero nella Manne (o anche nelle ditte di dimensioni contenute) ogni strumento ha la sua storia, è un pezzo singolo, una identità:

quando dico a Stefano o a Paolo di spedire un certo basso, non gli dico “spedisci un Newport 5” ma “il Newport rosso, quello con le venature larghe” o la “Taos floyd sfumata con la cassa in 2 pezzi”. Questo ci fa venire in mente quando abbiamo segato ed incollato la cassa quando ci abbiamo fatto le fresature, quando abbiamo scelto il colore più adatto, o di aver progettato quello strumento per un suono heavy o jazzy, ecc.

In una fabbrica invece 100 bassi sono solo 100 bassi , e si lavora perchè¨ siano più simili possibile.
Altro discorso è il costo dello strumento magari riferito alla sua qualità.

Qui il discorso si fa difficile e quindi le opinioni sono quasi tutte comprensibili. Ci troviamo ad avere dei concorrenti che non hanno partita iva o che riescono a contenere i costi usando parti (o chitarre complete) importate.

Certo che lo strumento fatto sotto casa, dall’amico liutaio, la domenica, non ha costi di un capannone di 600mq con tre dipendenti in regola, con la cabina di verniciatura a norme, il tutto in una Italia dove tutto ciò è incredibilmente caro. Ed uno strumento costruito in asia pur con materiali e componenti ottimi, è diverso da uno costruito singolarmente, come abbiamo detto in precedenza.

La nostra garanzia che i vostri soldi siano ben spesi è anche dato dal fatto di aver costruito dal ’87 qualche migliaio di strumenti, perchè ogni strumento costruito è stato per noi un passo in avanti.

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