Set-up e fai-da-te

FAI DA TE

Regolazione dell’action:

La regolazione dell’altezza delle corde è un’operazione che dovreste essere in grado di fare, a meno che non siate particolarmente maldestri, visto che una regolazione appropriata è molto importante per il vostro personale modo di suonare e per la vostra sonorità.

Ricordate che un’action bassa è indicata per chi suona con delicatezza, quindi facendo vibrare con minor intensità le corde, o per chi suona veloce, dove è più importante la “facilità” del fraseggio, anche a scapito della pulizia delle note.

Un’action più alta darà una maggior pulizia di suono, evitando le “fritture”, renderà possibile l’uso di una maggiore dinamica perché potrete “darci dentro” senza problemi.

Alcuni preferiscono un’action non troppo bassa anche per un miglior controllo dei vibrati e dei bending. Ciò è legato anche all’altezza dei tasti e alla scalatura usata.

Trovare l’action adatta significa trovare il compromesso ottimale per quello che volete ottenere.

Armatevi di chiavi e mettetevi al lavoro.

1° RegolazioneRegolazione del ponte

Suonate lo strumento nella zona tra il 16° tasto ed il 24° tasto. Controllate il livello di pulizia delle note, anche eseguendo dei bending. L’altezza della selletta al ponte determinerà la pulizia delle note e la praticabilità delle vostre tecniche. Agite sulle sellette del ponte per regolarne l’altezza, individualmente se possibile, o per le chitarre con vibrato tramite la regolazione d’altezza dei due piloni del ponte. Le corde dovrebbero seguire la bombatura della tastiera con una distanza leggermente crescente verso le corde basse, a causa della loro maggior ampiezza di vibrazione.

Provate a suonare ed a regolare finchè troverete l’altezza desiderata.

Negli Acoustibass, nei Basic Piezo e nella Semiacustica la regolazione è più complessa quindi vedete voi se avete bisogno d’aiuto. Le regolazione singola delle corde è da noi controllata e può essere successivamente effettuata levigando l’ossicino o le sellette singole del basso in corrispondenza di ogni singola corda.

Per una regolazione d’altezza generale:

  • nella Semiacustica e negli Acoustibass con ossicino singolo: si dovranno usare degli spessori tra piezo e ossicino o ridurre l’altezza dello stesso.
  • negli Acoustibass con nuovo ponte con sellette singole: si dovrà aumentare o ridurre lo spessore sotto al piezo con appositi spessori oppure, volendo regolare l’altezza singola delle corde, scavare all’ altezza appropriata la sede della corda sulla selletta.
  • nei Basic piezo con ponte a sellette singole e regolazione di tilt tra cassa e manico: vedere regolazione altezza corde.

2° Regolazione –
Regolazione del manico:

Da seduti, imbracciate la chitarra e controllate la rettilineità del manico permento il mi basso sul primo ed ultimo tasto

Premete delicatamente, per evitare di influenzare la curvatura. Controllate quanto la corda si stacca dai tasti soprattutto centro del manico, al 9° tasto.

Questa distanza può andare da zero a tanto quanto non si rileva nessun buzz. PTanto per avere una idea SRV usava un relif di ,012″ mentre Jeff Beck ,006″. E’ una misura molto soggettiva che dipende dal tocco.

Ecco un’action alta adatta agli “zappatori”, bluesman in estinzione, fanatici del suono pulito alla “surf music”.

L’action da noi adottata normalmente, a corde a vuoto, senza premerle, è la seguente.
Distanza trà corda e vertice del 14° tasto, rispettivamente nel lato degli acuti e sul lato dei bassi:

  • Bassi: 2,5 – 3 mm
  • Chitarre: 1,5 – 2 mm.

Per regolare la curvatura del manico agite sulle barre accessibili alla paletta .

I bassi a 6 e 5 corde ne hanno due. Vanno regolati entrambi e vi permettono di avere una curvatura leggermente superiore sui bassi. La cosa migliore, per regolarli, è di allentarli entrambi e portarli in posizione di “folle”, cioè quando, girandoli, diventano teneri (non fanno azione sul manico); quindi tirarli entrambi in ugual misura regolando l’ action sugli acuti. Raggiunta la regolazione desiderata, si può allentare leggermente il tirante dalla parte deei bassi, svitandola di un pò (diciamo 1/8 di giro) per ottenere l’ action ottimale anche sulle corde basse.

Appoggiate lo strumento e guardatelo dalla paletta verso la cassa.


Se girate verso destra (foto a sinistra), avvitando la boccola del tirante, le corde si abbasseranno, mentre se girare dalla verso sinistra (fto a destra), svitando la boccola del tirante, le corde si alzeranno.

I nostri tiranti, prodotti su nostre specifiche sono molto sensibili ed efficaci.

1/4 di giro, o anche meno, solitamente sono sufficienti a modificare sufficientemente la curvatura del manico.

Suonate nella zona dal primo al dodicesimo tasto, controllando l’altezza e la pulizia delle note, ritoccate la regolazione fino a raggiungere l’action a voi consona.

Vi raccomandiamo di non esercitare eccessiva forza. Raramente occorre una regolazione superiore al mezzo giro.

Il tirante è a doppia azione, quindi può rendere il manico sia concavo che convesso. C’è un certo lasco tra le due azioni che può essere di mezzo giro. L’inizio di ciascuna azione opposta è segnalato dall’indurimento della rotazione.

La regolazione della curvatura del manico è necessaria soprattutto quando cambiate lo spessore delle corde, o tipo di corde, che possono avere più o meno durezza e tensione.

I nostri manici in laminato e con tastiera ribassata in produzione dal ’99, sono perfetti e non abbiamo avuto nessun caso riportato di alterata curvatura o problemi di alcun genere. I clienti ci dicono che non hanno mai avuto bisogno di effettuare nessun tipo di regolazione, nonostante sbalzi di umidità o temperatura.

Contenti?…….

3° Regolazione – Regolazione del capotasto

Per ottenere una action accurata serve a volte anche ottimizzare l’altezza delle corde al capotasto. Il beneficio di una buona regolazione si avverte progressivamente dal primo tasto, diciamo fino al quinto.

Si può anche migliorare l’intonazione su questi tasti, visto che un’altezza eccessiva tende a far crescere l’intonazione.

La norma che noi applichiamo è che ogni corda, premuta al 3 tasto deve sfiorare il primo tasto senza toccarlo. Più è vicina, più l’azione sarà bassa e comoda. Se invece la corda tocca il tasto, quando verrà suonata a vuoto, tenderà a friggere, più o meno, a seconda di quanto è bassa.

Per regolare l’altezza delle corde, si deve agire sull’altezza delle intaccature al capotasto dove si appoggiano le corde. Si dovranno usare lime speciali apposite, dello spessore adatto ad ogni corda e da profilo semicircolare, in modo che i tagli abbiano in larghezza la stessa dimensione delle corde e la base d’appoggio segua la forma della corda. Nel caso di capotasti con bloccacorde si dovrà intervenire sulla base d’appoggio per fare in modo che le altezze delle corde siano appropriate. Controllare che il clamp nut abbia la stessa raggiatura della tastiera, altrimenti sarà impossibile regolare in modo uniforme tutte le corde.

Regolazione dell’ intonazione

Quando un nota viene suonata, premendo la corda su di un tasto, la corda viene leggermente tirata. Se vediamo la corda a vuoto a riposo come l’ipotenusa, quando la corda viene schiacciate la corda diventa i due lati, in cui l’ altezza del triangolo è la distanza tra coda a vuoto e tasto. Essendo tirata la nota risultante risulterà crescente.

Di quanto? dipenderà dal materiale e lo spessore della corda, di quanto è distante dal tasto, e da quanto la premiamo “dentro” al tasto. Ecco perché le chitarre con corde in nylon non hanno compensazione: avete mai provato a fare un bending con le corde in nylon? L’ effetto è irrisorio quindi la compensazione può essere trascurabile anche se è una caratteristica tipicamente della chitarra classica ad essere “imprecisa” soprattutto sul sol sui tasti alti.

Dovè che la corda è più distante dai tasti? solitamente è (su chitarre perfettamente regolate) al 17-18° tasto, alcuni strumenti, soprattutto quelli di chi suona molto energicamente è anche oltre. Se notate ai primi tasti , verso la paletta , le corde sono vicine ai tasti e quindi l’ effetto qui è minore. Apro una parentesi: qui la nota può essere falsata soprattutto se si hanno i tasti alti , dal bending sul tasto a seconda di quento la nota viene premuta. Non cerchiamo di regolare la compensazione e il sol stona ai primi tasti: se il capotasto è fattobene e la pressione delle dita è corretta non dovrebbero esserci problemi.

Allora per fare in modo che tutta la tastiera suoni intonata bisognerà effettuare la compensazione. In che modo? Allungando o accorciando la lunghezza della corda a vuoto in modo da compensarne l’ allungamento che avviene suonandola. Chitarre e bassi possiedono ponti in cui ogni selletta può essere regolata con precisione individualmente.

Dotati di un accordatore suoniamo al 12° tasto l’armonico o la corda a vuoto (possibilmente molto delicatamente) e poi tastosuoneremo : Ricordiamoci di premere con una pressione che dovrà essere la stessa con cui poi normalmente.

  • Se la nota suonata al 12 cresce (è più alta) rispetto a quella a vuoto , bisogna allungare la corda, spostanto il suo punto d’appoggio (la selletta) dalla parte verso il bordo dello strumento.
  • Se la nota suonata al 12 cala (è più bassa) rispetto a quella a vuoto , bisogna accorciare la corda, spostanto il suo punto d’appoggio (la selletta) dalla parte verso il manico.

Provate e riprovate finchè per ogni corda non trovate il punto di regolazione esatto. Le corde dovrebbero preferibilmente essere nuove per evitare falsature dovute all’usura.

Manutenzione per una buona accordatura

Perché l’ accordatura sia perfettamente stabile, ci sono diverse cose da controllare :

Se la chitarra ha un ponte fisso la stabilità dipende soprattutto da un buon montaggio delle corde. Tutti i nostri modelli di chitarra (ad eccetto di quelle fornite di floyd e quindi bloccacorde) sono fornite di meccaniche autobloccanti.
Per delle meccaniche normali invece bisogna ricordare di fare un’ asola alla corda in modo da garantirne la sua stabilità. Ricorda che l’ accordatura andrebbe raggiunta sempre dal “basso” ovvero, se accordando superi la nota esatta dovresti ritornare indietro e ritirarla fino al punto esatto di accordatura.

Nei ponti vibrato tradizionali, olter ad aver montato e stabilizzato le corde come da descrizione precedente,  ci sono da controllare diversi particolari.

L’ eventuale non corrispondenza dei fori con l’ uscita delle corde con i fori del coperchio posteriore potrebbe essere dovuto al fatto che il ponte vibrato si sia alzato (magari avendo montato delle corde più spesse). Basta riallineare i fori avvitando le viti del tendimolle nel vano chiuso dal coperchio rettangolare. La migliore tenuta accordatura viene garantita quando il ponte rimane appoggiato alla cassa. Se quindi non desideriamo avere una corsa “crescente” del tremolo, regoliamo le viti tendimolle in modo che il ponte rimanga appoggiato alla cassa. Se le regoleremo in modo che si appoggi appena, avremo una buona sensibilità per dei vibrati discendenti, ma se il vibrato non lo usiamo è meglio avvitare maggiormente le molle in modo che il ponte non si sollevi neanche effettando dei Bending: avremo una accordatura molto più stabile e dei bending più facili, visto che se il ponte rimane fermo, la corda si tira maggiormente e quindi il bending necessario sarà minore.

Controlli da effettuare per migliorare la tenuta di accordatura.

  • Viti tra cassa manico: devono essere ben chiuse. Non devono esserci movimenti o scricchiolii tra cassa e manico.
  • Stato dei piloni: non devono muoversi nella loro sede (molto importante), non devono essere consumati o sporchi.
  • Punto di contatto del ponte con i piloni: deve essere affilato e pulito
  • Il capotasto:-Per bloccacorde tipo floyd:deve essere bloccato, non deve muoversi. Meglio se viene incollato al manico.-Per ponti vibrato tradizionali: la corda deve essere libera di scorrere nella sede e la sede deve essere eventualmente lubrificata. Tutte le nostre chitarre usano capotasti Graph tech in grafite a questo scopo.
  • Le molle: devono avere una buona azione, non essere sfibrate.
  • Il manico: quando viene usata la leva il manico può risentire della diversa tensione delle corde, variando la sua curvatura e rendendo difficile un ritorno immediato ad accordatura.

Ronzii, rumori, disturbi

Il seguente capitolo è inteso come fonte di informazione per mettervi al corrente di alcuni problemi che potrete riscontrare usando strumenti amplificati. Vi raccomandiamo di rivolgervi a tecnici qualificati per qualsiasi modifica, verifica o lavoro inerente alla circuitazione della chitarra e del vostro set-up.

Ci sono molti tipi di rumori o disturbi riscontabili sugli strumenti elettrici. Elenchiamone alcuni tipi:

  • Disturbi da campo elettrico: E’ il famoso “Hum” che ha dato in nome all’ Humbucker. E’ una frequenza bassa continua data dal influsso dei 50hz della corrente che percorre apparecchi elettrici creando dei campi elettrici ed quindi presente attorno a trasformatori, cavi in tensione, reattori dei neon, amplificatori, computer ecc. Per evitare questi rumori si può schermare pickup, vani dei pickup, usare cavi schermati all’ interno della chitarra, schermare il vano dell’ elettronica. Però (soprattutto i pickup singlecoil) ne inevitabilmente soggetti. il rimedio migliore e veloce è di non rimanere nei pressi degli apparecchi o di orientarsi in modo da variare l’ angolo con cui si “taglia” il campo, oppure vedere se si può ridurre il gain con cui si suona. Alla Manne usiamo spesso le connessione In parallelo delle bobine degli humbucker al posto dello split in modo da mantenere sempre entrambe le bobine al lavoro e mantenere quindi l’ effett humbuck. Poi, un pò di hum non è così un disastro dopotutto … ascoltate il finale di “Slap Leather” di James Taylor e sentite come ronza la chitarra di Mike Landau …. e non ha scandalizzato nessuno!
  • Disturbi di massa (messa a terra): E’ il disturbo che si sente sparire toccando le corde o le parti metalliche della chitarra. Le corde, le copertue dei pickups ed i suoi magneti , e tutte le parti metalliche dello strumento devono essere messe a terra, quindi possiamo controllare che tutti i cavi di messa a tessa sian collegati assieme, mormalmente sulle carcasse dei potenziometri. Anche la schermatura per funzionare deve essere a massa. Uno dei problemi più frequenti però è che perché ci sia il collegamento a massa funzionante, tutti gli altri anelli della catena devono essere collegati , ovvero: il jack abbia i contatti ed la continuità integra, che l’ampli sia OK e che abbia una presa con 3 contatti (di cui il centrale collegato) o la presa tedesca con le due linguelle laterali, che l’adattatore eventualmente usato connetta tutti e tre i contatti, che la prolunga abbia i tre contatti attivi (alcune cinesi per risparmiare hanno il terzo buco ma non il cavo di massa interno!) e che l’ impianto a cui ci si collega (nonostante di obbligatorio di legge da diversi anni) abbia una messa a terra efficente. Quindi fate attenzione a tutti questi aspetti perché a volte basta un adattatore inadatto a darvi seri problemi. Ricordate: se quando toccate una parte metallica o le corde il rumore sparisce, vuol dire che siete voi stessi, con il vostro corpo, che fornite la messa a terra al circuito (potenzialmente può anche essere pericoloso) quindi c’è qualche parte del circuito che è interrotta o mancante.
  • Rumore circuiti attivi: Ormai i circuiti attuali offrono basso consumo e basso rumore di fondo, e noi alla Manne tendiamo a non montarne. E’ sufficiente comunque non suonare con i controlli di tono al massimo per ridurne l’ effetto.
  • Rumore di Ground loop: E’ un anello che si instaura tra i circuiti di massa se nel vostro setup avete collegati più di un Amp o più un processore di segnale alimentati da rete che crea un ronzio piuttosto rumoroso.
    Nell’esempio 1 vedete l’anello di massa che si chiude tra ampli ed effetto e che da origine al disturbo. Per evitare che ciò succeda è sufficente che, come illustrato in 2 venga aperto un collegamento di massa.
  • Rumore di rete dato dall’illuminazione: E’ il rumore più difficile da eliminare. Per evitarlo l’ unica soluzione è una attenta realizzazione dell’ intero setup e dell’ isolamento tra linee, uso di cavi bilanciati e disposizione oculata dell’ intero layout dei segnali e dell’ alimentazione… insomma la responsabilità è del fonico!!! Voi pensate a suonare!!!

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