Un' ultima considerazione......
"vorrei
questo, vorrei quello..."
A volte ci
succede di ricevere delle richieste di pick-ups, ponti,
elettroniche particolari.
Di solito cerchiamo di scoraggiare queste scelte per vari
motivi:
I componenti da noi usati sono stati selezionati per le
loro caratteristiche qualitatitive. Noi acquistiamo tutti
i componenti direttamente dai produttori , USA, Germania,
Giappone, Korea. Questo ci rende capaci di contenere i
prezzi ed avere sempre un certo magazzino o di
organizzare le consegne in modo da non creare attese
inutili ai clienti.
Per i pick-ups, ad esempio, preferiamo montare i nostri ,
apprezzati dalla maggior parte dei musicisti, a parte
casi in cui ci sia una ricerca di sonorità particolari,
o la necessità un un particolare modello a cui si è
affezzionati.
Se avete dubbi o preferenze telefonateci, così potremmo
discuterne. Ci è successo di montare dei pick-up che poi
non sono stati graditi (ma erano molto trendy!), oppure
che il pezzo promessoci dal distributore in realtà non
era a magazzino e quindi i tempi si sono allungati a
dismisura . Ad un nostro cliente, addirittura, abbiamo
consegnato lo strumento in ritardo di un mese attendendo
un particolare circuito EMG, facendoci poi rispedire la
chitarra per montarlo 6 mesi più tardi! Oppure un
cliente voleva un certo tipo di ponte che però poi pur
essendo a catalogo in realtà il distributore non aveva a
magazzino e non si sapeva quando potesse arrivare.
Bisognava ordinarlo ed aspettare.
Naturalmente
questo non è il nostro modo di lavorare e quindi
cerchiamo di evitare di servirci di intermediari nelle
forniture. Altro problema è la richiesta dei
distributori di un minimo d'ordine, rendendoci
impossibile l'acquisto dello stretto necessario. Quindi
solitamente se al cliente è indispensabile un certo
componente di solito gli chiediamo di fornircelo,
facendogli avere la differenza di prezzo sullo strumento.
A volte , come ad esempio il montaggio di un ponte
particolare, che ci obbliga a prendere misure, preparare
delle maschere per le fresature, dobbiamo calcolare la
spesa extra che ciò comporta.
Ultimo caso
successo, tragicomico, per sostituire su una strato un
battipenna:
Mi telefona
il cliente e gli dico " guarda ..se mi fai avere la
mascherina ok, altrimenti ti dico di no.....".
Insisto perchè sò come vanno a finire stè cose. Chiedo
a lcl cliente di telefonale direttamente al distributore
in modo che si spieghino bene e mi faccia mandare quello
che vuole. Gli serviva una mascherina per strato con
Floyd, 2 humbuckers e un singolo. Mi arriva il pacco.
Pago. Contenuto: Mascherina Humbucker più due singoli.
Non si capisce chi ha capito male (ma sotto sotto si
capisce) . Il distributore mi dice " Con due
humbucker non le ho, facci lo scasso" . Io dico al
cliente "faccio lo scasso , ma la distanza tra i
pick-ups è diversa". Il cliente dice "NO!".
Ritelefona al distributore che non ha quella mascherina
ma solo le lastre da lavorare. Ok . Nuovo pacco. Pago (l'altra
spedizione posso restituirgliela e poi mi rimborsa, ma la
spedizione costa troppo, mi converrebbe tenermela).
Lastra da lavorare . Fatta . Quattro ore di lavoro
perchè il lavoro doveva essere perfetto ed in più il
costo del materiale (perchè quella volta non mi sono
messo a fare plastiche per battipenna?).
Costo totale: lo stesso prezzo di una chitarra elettrica
economica. E tre settimane di attese.
Vi farò
sapere come è andata a finire. Però spero di avervi
fatto capire perchè cerco di evitare queste situazioni.
Considerazioni di un nostro cliente di sei strumenti.
Mauro è uno dei nostri migliori clienti.
Non è l' unico, perchè abbiamo diversi altri clienti
che possiedono 3, 4 o 5 strumenti. Nel tempo è diventato
anche nostro collaboratore. Alle fiere o in altre
occasioni, ogni volta che ne abbia la possibilità, la
sua passione e competenza sui nostri strumenti si è
sempre rivelata preziosa, diventando un nostro
insostituibile PR.
Mi è sembrato interessante chiedergli di scrivere
qualcosa sul significato della sua "Mannificazione".
Gentilmente ha accettato:
Quale chitarra?
di Mauro
Natali
Quale chitarra
?
filosofia nella scelta
quanto conta la
pubblicità
liconografia
il blasone
?
Affidabilità
estetica
rivendibilità
liuteria o industria
? Americana
o
italiana
?
Ogni chitarrista, che sia professionista o amatore,
sceglie il proprio set up in base a canoni personali ed
appunto perché tali, difficilmente confutabili. La
chitarra, primo elemento del nostro essere chitarristi,
deve quindi soddisfare parametri tecnici e psicologici,
che a volte litigano fra loro.
Molte volte lemulazione del tale chitarrista famoso,
porta a scelte che sono esattamente lopposto di
quello che si vorrebbe avere fra le mani, ma altrettante
volte, ciò che effettivamente suoniamo viene denigrato
perché non corrispondente ad un determinato blasone o ad
una precisa iconografia.
Chi riesce a superare molti dei paletti scaturiti da una
serie interminabili di paturnie, di sentito
dire, di spirito di emulazione, si avvicina con suo
sommo piacere a quello che è il suo strumento
ideale .
Il mercato e liconografia di ogni tempo, ha
indubbiamente indirizzato il chitarrismo mondiale verso
parametri ben precisi, dove il più delle volte si
suonano strumenti emulativi, copie delle copie di quello
che fu o peggio ancora per essere o sembrare.
Paradossalmente la maggior parte degli idoli a cui
guardano i veri foraggiatori del mercato e cioè gli
amatori, hanno suonato certi strumenti perché
cerano solo quelli
ed ancora si guarda ad una
certa iconografia come fosse lassoluta. Non è
così. Esiste ben altro.
Anche perché volenti o dolenti, ciò che si guardava e
si guarda ancora, come lassoluto, non viene
costruito ed assemblato con la maestria di una volta...ed
a prezzi decisamente poco industriali.
Certo, possedere il blasone di un determinato marchio,
soddisfa parte dei microstress scaturiti dal vivere
quotidiano del chitarrista amatore, così si vendono le
automobili, labbigliamento, il cibo
insomma
tutto ciò che è vendibile. Ma possiamo accostare quella
che è la propagazione del nostro essere musicisti e
quindi in teoria delle nostre emozioni, ad un semplice e
mero mostrare un marchio
? Oppure non è
meglio guardarsi attorno e pretendere per se stessi un
qualcosa di esclusivo
?
Mi spingo un pochino oltre. Se il marchio famoso
rispondesse ad un rapporto qualità/prezzo assoluto ed
incontestabile, il discorso finirebbe qui, non ci sarebbe
nulla da dire, ma voi siete sicuri di questo ?
Ed arriviamo alla mia esperienza personale. Perché
proprio Manne
? Anni fa ho avuto lesigenza
precisa di avere uno strumento che soddisfacesse una
vasta gamma di sonorità, in quanto mi serviva per
suonare in un musical; dovevo passare da un distorto ad
un acustico nel giro di pochi attimi e senza cambiare
ovviamente chitarra
mi serviva un ponte
piezo
Girovagando fra i vari negozi e provando
diverse soluzioni, mi sono imbattuto in una TAOS PB.
Conoscevo di nome il marchio Manne, ma mai ne avevo
provata una
è stato subito amore
bilanciata,
versatile, affidabile, bella, curata
cosa poteva
interessarmi se non aveva il logo
blasonato
americano
suonava e bene.
Decisi quindi di approfondire la conoscenza, la provai a
lungo
telefonai ad Andrea Ballarin per saperne di
più e scoprii un altro aspetto fondamentale, il rapporto
col costruttore.
In un epoca dove si usa e si getta, dove chi gestisce
aziende non sa nulla a livello tecnico di ciò che la
stessa azienda produce, dove molti vendono strumenti come
fossero chiodi in una ferramenta, attraverso commessi
improponibili, dove ad una qualsiasi domanda ti
rispondono vai sul sicuro tanto è
.( marchio
blasonato ) oppure uno sterile ed
indecifrabile
suona bene
beh
essere seguiti in quelle che sono le proprie
esigenze fondamentali è appunto
.fondamentale.
Avevo quindi la possibilità di avere una chitarra che mi
soddisfacesse in tutto e per tutto, un ottimo rapporto
col costruttore, mancava solo un particolare di non poco
conto, il prezzo.
Ebbene, questo signori è il nodo cruciale di ogni
acquisto del genere umano, parlo di quello di tutti i
giorni, di coloro che devono arrivare a fine mese. Ed
anche qua ho trovato soddisfazione
quella chitarra,
costava e costa, meno di un prodotto industriale
blasonato, con caratteristiche tecniche però superiori.
E mi sono chiesto
perché mai una chitarra yankee
nuda e cruda deve costare come una Manne con le
meccaniche autobloccanti, con la tastiera in resina
fenolica ( una marca doltreoceano ci ha fatto la
fortuna
) decisamente molto comoda e durevole negli
anni, con un manico asimmetrico su misura per me, con un
top acero fiammato mastergrade e corpo in mogano , con un
ponte piezo e due uscite separate, verniciatura lucida...questa
domanda me la faccio ancora oggi, a distanza di anni, con
altre 5 Manne tutte costruite su mie specifiche a prezzi
inferiori di quelle blasonate
aggiungendo:
cosa vado a pagare in realtà nelle altre
?
Questo quesito, inoltre, è attuale come una notizia di
cronaca, dato lennesimo cambio di listino di una
certa marca, che a settembre 2006 costava 600 euro in
più
che a maggio 2007
Immagino come si debba
sentire un cliente che compra un oggetto a settembre e ne
sta pagando ancora le rate, perché è il suo sogno di
una vita ed al quale ha attribuito un valore tecnico,
nominale, di blasone e sei mesi dopo lo stesso costa
molto di meno
perché così gira
allazienda
Sono anni che uso esclusivamente chitarre Manne, ho tre
elettriche una doppio manico, una elettroacustica ed una
elettroclassica. Ho suonato in situazioni diverse fra
loro, rock, acustiche, teatrali, in queste ultime anche
per ore di seguito
.bene io non so cosa significhi
avere un solo problema con la chitarra
e
soprattutto sono come le ho volute io
e qualora
avessi avuto bisogno
una telefonata e Ballarin
pronto a sentire il problema
Le obiezioni più frequenti che mi vengono fatte alle
fiere a cui ho partecipato per Manne, nonostante il
riscontro generale di un apprezzamento liuteristico/sonoro,
sono state quella sulla rivendibilità e sulla precaria
iconografia. Tralasciando questo secondo aspetto, di cui
ho parlato prima, è necessario spendere due parole
appunto sulla rivendibilità.
E inutile negare che altri marchi si rivendono da
soli, non stiamo qui a scoprire lacqua calda,
tuttavia è indispensabile soffermarsi su quanto a mio
avviso sia importante non dipendere anche nella scelta di
uno strumento, per quello che ci vogliono far credere.
Come non è assolutamente vera laffermazione che
vuole il tale endorser famoso innamorato del
proprio strumento
. Per questo motivo Manne non ha
nessuno a libro paga, ma sono gli stessi professionisti
che scelgono Manne alla stregua degli amatori o dei
testimonial.
Troppe volte ho visto personalmente il
chitarristone di turno passare dalla chitarra
X alla Y decantandole alla stessa maniera.
Qualche dubbio deve venire
o no..? Quindi perché
preoccuparsi di rivendere una chitarra che ci soddisfa in
tutto e per tutto, constatato che la rivendibilità di un
prodotto non è direttamente proporzionale alla sua
qualità
ma in grossa percentuale al suo
blasone
o a chi la usa ?
Per questo motivo personalmente posso accettare discorsi
come il non mi piace esteticamente oppure
il suo suono non fa per me, cercavo altro
ma seguire ad occhi bendati ed orecchie turate
quello che obbliga il mercato
solo perché è
rivendibile...beh personalmente mi dà da pensare.
Daltronde non è un mistero di come moltissimi
negozianti spingano un prodotto invece che un altro non
per convinzione, ma per esclusivo vantaggio commerciale,
giustissimo e naturale
ma alla fine poi i soldi sono
i nostri e si spererebbe che il valore di ciò che si
acquista non sia solamente la risultante
dellaccoppiata logo/endorser, ma ci si vorrebbe
vedere, per quei prezzi, anche quella qualità che invece
io ho riscontrato nelle Manne, sin dal primissimo
acquisto.
Oggettività e soggettività tuttavia, continuano ad
essere lago della bilancia nelle scelte di uno
strumento e la battaglia fra queste due componenti a
volte è implacabile a discapito del meglio per se
stessi laddove un logo può far comprare un
prodotto qualitativamente non allaltezza oppure
dove la ricerca spasmodica della qualità ci priva di
quello che può essere il nostro sogno iconografico da
anni.
Per mia fortuna a me le Manne piacciono anche
esteticamente e sottolineo la parola fortuna, in quanto
sono estremamente consapevole che lassegno che si
stacca deve comprendere anche quella componente
edonistica oltre che qualitativa, che si va ad aggiungere
alle altre e che ci invoglia ad imbracciarle ad ogni
minuto libero della giornata.
Per questo motivo e per mia esperienza personale invito i
lettori a non scartare lipotesi di provare una
Manne, in quanto è vero che il 90% del mercato propone
iconografie diverse e consolidate nei decenni
ma se
per caso
come è successo a me, che ne ho testato
lassoluta qualità ed in più mi sono anche
piaciute esteticamente...beh signori
avrete
loccasione irripetibile di suonare un prodotto
italiano, scelto da voi e di essere un tantino più
unici di quel 90% di cui sopra
Mauro Natali
.................
Aggiungo
solo una ultima considerazione: il problema della
rivendibilità non mi sembra un gran problema visto che
con la nostra pagina di occasioni abbiamo sempre venduto
senza tanti problemi di tutto. Ed anche in giro gli usati
"girano" abbastanza in fretta. I modelli più
vecchi o più malconci sono anche deprezzati , ma gli
strumenti belli mantengono il loro valore.
Ricordate
che prima di Slash, le Les Paul non le voleva più
nessuno, come anche le Jaguar prima di Cobain? La storia
non ha sempre percorsi lineari.
Mr. Manne
|