L' editoriale di Mr.

12/02/2003

Salute a tutti!

qualcuno ha già protestato perchè l'editoriale era fermo a Dicembre... uèh, siamo qui che lavoriamo come dei matti... trovare il tempo per fermarmi a scrivere due righe diventa davvero un problema...

Allora... questi mesi sono stati molto strani. Sarà il clima generale, sarà che i locali hanno tagliato ovunque gli ingaggi ed il suonare in giro è diventato più difficile e meno remunerativo, sarà quel che sarà, ma non tira buon vento.
Ma noi non siamo rimasti con le mani in mano; anzi abbiamo approfittato di questo mese di calma per mettere in cantiere diverse nuove iniziative ed imboccare qualche nuova via di cui riparleremo più specificatamente quando le cose saranno meglio definite.

Continuiamo a spedire nuovi strumenti in America dove l' Atlanta Custom Guitars stà cercando di mettere in piedi una piccola distribuzione. Ovunque vengano esposti, i nostri strumenti riscuotono un buon successo di critica, pubblico e musicisti che riconoscono la nostra "italianità" nel senso di design, originalità, prestazioni. In particolare la maggioranza dei commenti positivi insistono sulla sonorità e suonabilità dei nostri strumenti. Ci attende un periodo di sforzi tesi a far accettare e riconoscere il marchio.

Poi c'è la grossa novità di una serie di Taos di prezzo medio costruite in una delle migliori fabbriche della Repubblica Ceca, nella stessa dove nascono altri strumenti dai nomi blasonati. Un ottimo sistema per offrirvi una ottima qualità ad un prezzo contenuto.

La serie Manne Project Line, preparata nei minimi dettagli, che mi è costata centinaia di e-mail ed un sacco di tempo, è svanita nel nulla nonostante avessi raccolto un certo interesse, da parte di negozianti e pubblico, attorno a questa iniziativa. La Syncro, la ditta che si era incaricata della sua gestione commerciale, come per magia ha fatto dissolvere nel suo cilindro da prestigiatore i sei modelli già pronti per la realizzazione operativa. Di questo la ringrazio pubblicamente. Per il futuro, quindi, per me, varrà il motto "chi fa da sè, fa per tre".
Sono in arrivo quindi degli strumenti simili a quelli che erano in cantiere (tele,strat e jazz), arricchiti anche di ottime repliche Les Paul con prezzi ancora più abbordabili.

Ci sono anche in cantiere delle collaborazioni con nuovi musicisti, ma ancora è troppo presto per parlarne. Intanto, se vi piace, godetevi Sanremo dove Chimenti è tornato alla suo postazione di battaglia.

Probabilmente nei prossimi mesi sarò in giro a fare delle demo con uno straordinario e redivivo Gianluca Mosole: non importa che genere suonate o vi piace, sentire Gianluca suonare è un Must per tutti. Lui non è un secchione primo della classe che studiando tutto il giorno è diventato il migliore in qualsiasi campo o che facendo palestra si è gonfiato i muscoli. Lui è un talento naturale che suona quello che gli viene da dentro. Il suo suonare, il suo tocco è unico e riconoscibile, come lo è per i grandi. Tenete d'occhio le nostre pagine e se siamo dalle vostre parti venitelo a vedere. Ne vale la pena.

Sassolino nella scarpa? si...
Recentemente è uscito l'ultimo disco di Umberto Fiorentino di standards Jazz, quasi interamente suonato con la nostra Semiacustica. Di tutte le interviste o recensioni che ho letto non una si è soffermata sullo strumento usato, trà l'altro non marginalmente.
Ma è possibile che a volte in certi articoli si analizzi la filettatura della vite del pickup del tal chitarrista o della annata del taglio del tronco del top curly del talaltro e che non ci sia nulla da dire sulla Semiacustica? E' più facile scrivere un articolo di due pagine su un Antiquity, (non sul Synthaxe!), su cui secondo me l'unica novità eclatante è che hanno preso un pick-up e ci hanno p....... sopra, vendendolo poi ad un prezzo triplo!!! (scusate ma qui faccio il grezzo).
Neanche una parola sulla semiacustica (anzi se ricordo bene una parola c'era: era definita "freddina").
Uno strumento in costruzione dal '91, (guardacaso si chiamava GM realizzato in collaborazione con Gianluca Mosole) che è così avanti che nessuna grossa casa ha ancora costruito qualcosa di simile, e sicuramente niente che si avvicini a suo concetto ed alla sua sonorità.
Guitar UK, nel maggio 2001 l' aveva recensita con entusiasmo decretando che:
"il suono del piezo è molto usabile e le molte possibilità di miscelazione con l'humbucker offrono una tavolozza di suoni molto più ampia che il chitarrista elettroacustico abbia mai avuto la possibilità di esplorare prima d'ora. Il pick-up magnetico ha un timbro jazz molto competente che può muoversi dal tradizionale al moderno." Una recensione magnifica, in un paese dove non mi conosce nessuno, dove non mi deve niente nessuno, dove si sono ritrovati questa chitarra tra le mani e l' anno giudicata obbittivamente, senza nessuna influenza esterna. Una chitarra che se la usa Fiorentino un motivo ci sarà, che se la usa con affetto anche Condorelli un motivo ci sarà, come pure Ciffarelli e Ziffarelli (e con gli "elli" abbiamo finito). Una chitarra che ha ricevuto dei commenti lusinghieri da Gil Dor di Noa e da un chitarrista di livello mondiale (per chi ha letto l'ultimo libro di De Carlo un "Vero Nome") che ne ha una a casa, però ha anche un contratto con un colosso, quindi è meglio non parlarne.

Ok, ok, adesso basta. Andiamo dritti per la nostra strada... spero comunque la lettura vi abbia coinvolto ed interessato... dopotutto non capita tutti i giorni di scoprire segreti sui processi produttivi tipo ... quei pick-ups invecchiati...
Finchè si scherza, si scherza direte voi... ma io sò che c'era uno che lo faceva davvero con i piatti da batteria...

Saluti.
Mr. Manne