Guida semiseria all’acquisto

Test n° 1: perché un nuovo strumento?

A volte si compra uno strumento nuovo per diversi motivi…

Hai voglia di novità? Compra un telefonino od un computer
Sei affascinato dall’estetica? Guarda la finale di Miss Universo
È il trend attuale? Rivolgiti a D&G
Un giornale ne parlava benissimo? Vai a provarlo di persona
Vuoi emulare il tuo idolo? Ritrova te stesso
Ti serve uno strumento più adatto alle attuali esigenze? Allora ti serve davvero un nuovo strumento. Passa al Test n°2.

Test n° 2: perché uno strumento Manne?

SUONO
Guardando l’ elenco dei nostri players, ti renderai conto che i nostri strumenti sono usati dai migliori musicisti nazionali. Provane uno e capirai il perché!

QUALITA’
Dal legno ai pick-ups, dalla progettazione alla lavorazione, il nostro obbiettivo è quello di offrire strumenti funzionali, affidabili e performanti. Provane uno e sentirai la differenza che l’artigianalità può offrire.

ASSISTENZA
Una telefonata e potrai parlare direttamente con il costruttore del tuo strumento. Ci teniamo ad avere clienti soddisfatti ! Se vuoi ordinare uno strumento, potrai anche definire, assieme a noi, le sue
caratteristiche.

PREZZO
Il nostro rapporto qualita’/ prezzo è imbattibile, per degli strumenti artigianali, e concorrenziale con strumenti a produzione industriale.

ORIGINALITA’
Originali nella forma e nella sostanza, non per stupire, ma per migliorare il rapporto strumento-musicista, per migliorare la suonabilita’ e per allargarne le possibilita’ timbriche.

Convinto? Curioso? Bene… hai superato i test, puoi proseguire…

Sei indeciso su modello, configurazione o sul colore? Succede spesso quando si deve scegliere tra tante possibili opzioni e modelli.

Se ti serve un nuovo strumento, occorre allora fare mente locale per definire quello che ti serve o desideri.

  • Analizza il tuo modo di suonare, la tua impostazione; è possibile modificare la sagomatura del manico ed altri particolari della cassa, in modo che lo strumento si interfacci con voi nel migliore dei modi.
  • Che suoni ti servono? Ciò condiziona la scelta del modello (neck-thru, set-in, bolt-on) e della configurazione o del tipo di pick-up e del circuito elettrico-elettronico.
  • Immaginati “in azione”: quali sono i problemi più frequenti o le esigenze più pressanti? Cerca di non farti influenzare troppo dai vari trend o dalle informazioni ricevute. Definisci se effettivamente possono esserti utili o sono solo “capricci”: Le cose utili rimangono, gli sfizi dopo un pò danno persino fastidio.
  • Per l’estetica fatti guidare dal “desiderio” ma anche dal gusto (dove sono andate a finire le “disappearing pyramids” o le verniciature screpolate, e a breve le “monkey grip”?). Di solito, qui in laboratorio, i colori vengono scelti dal gentil sesso solitamente presente durante la definifione di uno strumento, che, non si sà perché, ha sempre carta bianca in questa scelta. Anche in questo campo ricordati che il buon gusto e la “naturalità” delle colorazioni sono anche le più durature.
  • Pensa ai piccoli particolari che possono aiutarti a suonare meglio: tasti piccoli con una migliore intonazione o tasti più grossi più sensibili ai bending ed ai vibrati ? Che circuitazione può servire? Molti suoni o pochi e giusti?
  • Ti segnalo una interessante pagina che mostra come si puo’ scegliere e far costruire uno strumento secondo le proprie personali richieste: Raffaele Mariotti racconta e mostra le fasi della scelta e della costruzione del suo basso.

Ulteriori informazioni:

 

Quale chitarra? l’opinione di un nostro affezionato cliente

Quale chitarra…? … filosofia nella scelta… quanto conta la pubblicità…l’iconografia…il blasone…? Affidabilità…estetica…rivendibilità… liuteria o industria…? Americana…o italiana…?

Ogni chitarrista, che sia professionista o amatore, sceglie il proprio set up in base a canoni personali ed appunto perché tali, difficilmente confutabili. La chitarra, primo elemento del nostro essere chitarristi, deve quindi soddisfare parametri tecnici e psicologici, che a volte litigano fra loro.
Molte volte l’emulazione del tale chitarrista famoso, porta a scelte che sono esattamente l’opposto di quello che si vorrebbe avere fra le mani, ma altrettante volte, ciò che effettivamente suoniamo viene denigrato perché non corrispondente ad un determinato blasone o ad una precisa iconografia.
Chi riesce a superare molti dei paletti scaturiti da una serie interminabili di paturnie, di “sentito dire”, di spirito di emulazione, si avvicina con suo sommo piacere a quello che è il “suo strumento ideale” .

Il mercato e l’iconografia di ogni tempo, ha indubbiamente indirizzato il chitarrismo mondiale verso parametri ben precisi, dove il più delle volte si suonano strumenti emulativi, copie delle copie di quello che fu o peggio ancora per “essere o sembrare”. Paradossalmente la maggior parte degli idoli a cui guardano i veri foraggiatori del mercato e cioè gli amatori, hanno suonato certi strumenti perché c’erano solo quelli…ed ancora si guarda ad una certa iconografia come fosse l’assoluta. Non è così. Esiste ben altro.
Anche perché volenti o dolenti, ciò che si guardava e si guarda ancora, come l’assoluto, non viene costruito ed assemblato con la maestria di una volta…ed a prezzi decisamente poco “industriali”.

Certo, possedere il blasone di un determinato marchio, soddisfa parte dei microstress scaturiti dal vivere quotidiano del chitarrista amatore, così si vendono le automobili, l’abbigliamento, il cibo…insomma tutto ciò che è vendibile. Ma possiamo accostare quella che è la propagazione del nostro essere musicisti e quindi in teoria delle nostre emozioni, ad un semplice e mero “mostrare” un marchio…? Oppure non è meglio guardarsi attorno e pretendere per se stessi un qualcosa di esclusivo…?
Mi spingo un pochino oltre. Se il marchio famoso rispondesse ad un rapporto qualità/prezzo assoluto ed incontestabile, il discorso finirebbe qui, non ci sarebbe nulla da dire, ma voi siete sicuri di questo ?

Ed arriviamo alla mia esperienza personale. Perché proprio Manne…? Anni fa ho avuto l’esigenza precisa di avere uno strumento che soddisfacesse una vasta gamma di sonorità, in quanto mi serviva per suonare in un musical; dovevo passare da un distorto ad un acustico nel giro di pochi attimi e senza cambiare ovviamente chitarra…mi serviva un ponte piezo…Girovagando fra i vari negozi e provando diverse soluzioni, mi sono imbattuto in una TAOS PB.

Conoscevo di nome il marchio Manne, ma mai ne avevo provata una…è stato subito amore…bilanciata, versatile, affidabile, bella, curata…cosa poteva interessarmi se non aveva il logo blasonato…americano…suonava e bene.
Decisi quindi di approfondire la conoscenza, la provai a lungo…telefonai ad Andrea Ballarin per saperne di più e scoprii un altro aspetto fondamentale, il rapporto col costruttore.
In un epoca dove si usa e si getta, dove chi gestisce aziende non sa nulla a livello tecnico di ciò che la stessa azienda produce, dove molti vendono strumenti come fossero chiodi in una ferramenta, attraverso commessi improponibili, dove ad una qualsiasi domanda ti rispondono “ vai sul sicuro tanto è….( marchio blasonato ) “ oppure uno sterile ed indecifrabile… “ suona bene… ” … beh…essere seguiti in quelle che sono le proprie esigenze fondamentali è appunto….”fondamentale”.
Avevo quindi la possibilità di avere una chitarra che mi soddisfacesse in tutto e per tutto, un ottimo rapporto col costruttore, mancava solo un particolare di non poco conto, il prezzo.
Ebbene, questo signori è il nodo cruciale di ogni acquisto del genere umano, parlo di quello di tutti i giorni, di coloro che devono arrivare a fine mese. Ed anche qua ho trovato soddisfazione…quella chitarra, costava e costa, meno di un prodotto industriale blasonato, con caratteristiche tecniche però superiori.

E mi sono chiesto…perché mai una chitarra yankee nuda e cruda deve costare come una Manne con le meccaniche autobloccanti, con la tastiera in resina fenolica ( una marca d’oltreoceano ci ha fatto la fortuna…) decisamente molto comoda e durevole negli anni, con un manico asimmetrico su misura per me, con un top acero fiammato mastergrade e corpo in mogano , con un ponte piezo e due uscite separate, verniciatura lucida…questa domanda me la faccio ancora oggi, a distanza di anni, con altre 5 Manne tutte costruite su mie specifiche a prezzi inferiori di quelle blasonate…aggiungendo: “cosa vado a pagare in realtà nelle altre…? “

Questo quesito, inoltre, è attuale come una notizia di cronaca, dato l’ennesimo cambio di listino di una certa marca, che a settembre 2006 costava 600 euro in più…che a maggio 2007… Immagino come si debba sentire un cliente che compra un oggetto a settembre e ne sta pagando ancora le rate, perché è il suo sogno di una vita ed al quale ha attribuito un valore tecnico, nominale, di blasone e sei mesi dopo lo stesso costa molto di meno… perché così gira all’azienda…

Sono anni che uso esclusivamente chitarre Manne, ho tre elettriche una doppio manico, una elettroacustica ed una elettroclassica. Ho suonato in situazioni diverse fra loro, rock, acustiche, teatrali, in queste ultime anche per ore di seguito….bene io non so cosa significhi avere un solo problema con la chitarra… e soprattutto sono come le ho volute io… e qualora avessi avuto bisogno…una telefonata e Ballarin pronto a sentire il problema…

Le obiezioni più frequenti che mi vengono fatte alle fiere a cui ho partecipato per Manne, nonostante il riscontro generale di un apprezzamento liuteristico/sonoro, sono state quella sulla rivendibilità e sulla precaria iconografia. Tralasciando questo secondo aspetto, di cui ho parlato prima, è necessario spendere due parole appunto sulla rivendibilità.
E’ inutile negare che altri marchi si rivendono da soli, non stiamo qui a scoprire l’acqua calda, tuttavia è indispensabile soffermarsi su quanto a mio avviso sia importante non dipendere anche nella scelta di uno strumento, per quello che ci vogliono far credere.
Come non è assolutamente vera l’affermazione che vuole il tale endorser famoso “innamorato” del proprio strumento…. Per questo motivo Manne non ha nessuno a libro paga, ma sono gli stessi professionisti che scelgono Manne alla stregua degli amatori o dei testimonial.
Troppe volte ho visto personalmente il “chitarristone” di turno passare dalla chitarra X alla Y decantandole alla stessa maniera.
Qualche dubbio deve venire…o no..? Quindi perché preoccuparsi di rivendere una chitarra che ci soddisfa in tutto e per tutto, constatato che la rivendibilità di un prodotto non è direttamente proporzionale alla sua qualità…ma in grossa percentuale al suo blasone…o a chi la usa ?

Per questo motivo personalmente posso accettare discorsi come il “ non mi piace esteticamente “ oppure “ il suo suono non fa per me, cercavo altro “ … ma seguire ad occhi bendati ed orecchie turate quello che obbliga il mercato…solo perché è rivendibile…beh personalmente mi dà da pensare.
D’altronde non è un mistero di come moltissimi negozianti spingano un prodotto invece che un altro non per convinzione, ma per esclusivo vantaggio commerciale, giustissimo e naturale…ma alla fine poi i soldi sono i nostri e si spererebbe che il valore di ciò che si acquista non sia solamente la risultante dell’accoppiata logo/endorser, ma ci si vorrebbe vedere, per quei prezzi, anche quella qualità che invece io ho riscontrato nelle Manne, sin dal primissimo acquisto.

Oggettività e soggettività tuttavia, continuano ad essere l’ago della bilancia nelle scelte di uno strumento e la battaglia fra queste due componenti a volte è implacabile a discapito del “meglio per se stessi ” laddove un logo può far comprare un prodotto qualitativamente non all’altezza oppure dove la ricerca spasmodica della qualità ci priva di quello che può essere il nostro sogno iconografico da anni.

Per mia fortuna a me le Manne piacciono anche esteticamente e sottolineo la parola fortuna, in quanto sono estremamente consapevole che l’assegno che si stacca deve comprendere anche quella componente edonistica oltre che qualitativa, che si va ad aggiungere alle altre e che ci invoglia ad imbracciarle ad ogni minuto libero della giornata.

Per questo motivo e per mia esperienza personale invito i lettori a non scartare l’ipotesi di provare una Manne, in quanto è vero che il 90% del mercato propone iconografie diverse e consolidate nei decenni…ma se per caso…come è successo a me, che ne ho testato l’assoluta qualità ed in più mi sono anche piaciute esteticamente…beh signori…avrete l’occasione irripetibile di suonare un prodotto italiano, scelto da voi e di essere un tantino più “unici” di quel 90% di cui sopra…

Mauro Natali

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